sabato, 30 luglio 2005

Pepe

Pepe Piper nigrum (cibo degli Dei)



Re delle spezie, il pepe ha dominato il commercio europeo delle spezie fin dai tempi del Medioevo ed è stato lo stimolo principale che spinse alla ricerca di nuove rotte verso l'Oriente. Questo condimento era già apprezzato nella Roma antica, nella varietà del pepe lungo con la quale tentarono di corrompere il re dei Visigoti per evitare il sacco di Roma, nel 408 d.C. . Il pepe percorse la via delle spezie che partiva dall'Asia per parecchi secoli, un commercio controllato dagli arabi islamici. Dopo la caduta dell'Impero bizantino fu Venezia l'unico agente per la distribuzione del pepe e delle altre spezie in Europa e punto di raccolta dell'oro che veniva mandato in Oriente come pagamento. Oggi l'India è al primo posto nel mondo per la produzione del pepe seguita da Indonesia, Malesia, Madagascar e Brasile.

Descrizione, raccolta e conservazione
Facente parte della famiglia delle Piperaceae, la pianta del pepe è una pianta tropicale rampicante che cresce, se coltivata, anche fino a 4 m. ha foglie verde scuro e grappoli di bacche verdi se acerbe e rosse se mature.
Le bacche, una volta raccolte, devono essere essiccate e variano per grandezza e qualità. Devono tuttavia essere della stessa dimensione, colore, dure e prive di polvere. Il pepe in grani si conserva per periodi molto lunghi in recipienti a chiusura ermetica.

Varietà di pepe
Pepe nero -Le bacche sono acerbe e sono fatte essiccare per 7-10 giorni al sole fino a che assumono un color nero. Si possono trovare intere o macinate.
Pepe bianco -Le bacche rossastre, quasi mature, sono messe in acqua fino a perdere la pellicola esterna prima di essere essiccate; più piccole di quelle nere hanno sapore meno forte, si trovano intere o macinate.
Pepe verde -Le bacche verdi, acerbe, cono conservate in salamoia o in aceto, si riducono facilmente ad una pasta, hanno un sapore fresco, non troppo piccante ma aromatico.
Pepe rosa -Sono le bacche quasi mature di un albero dell'America del sud, si trovano in salamoia o essiccate, hanno un sapore aromatico resinoso. Se consumate in grosse quantità possono essere tossiche.
Pepe lungo -Sono piccoli frutti neri di forma conica lunghi circa 1,5 cm; hanno un gusto intenso ma piuttosto dolce. Usato raramente in Occidente è comune invece in India ed Estremo Oriente.
Pepe mignonette -E' una miscela di bacche, bianche e nere, macinate grossolanamente. È comune in Francia come condimento da tavola.

Uso in cucina
È usato in tutto il mondo come condimento da tavola e per insaporire tutti i tipi di piatti salati; i grani interi si usano nei brodi, nelle miscele per salamoia, in alcuni salami e salsicce. Il pepe bianco sostituisce quello nero nelle salse bianche ma solo per un fatto estetico; i grani di pepe verde invece schiacciati si aggiungono a burro, salse alla panna per pesce, anatra, pollame e filetti di manzo.
Non va trascurato l'utilizzo in piatti di carbonara, matriciana e il suo piatto principe: Cacio e Pepe.

 


 Il segreto dello chef

È consigliabile comprare il pepe in grani e macinarli al momento dell'uso: il pepe macinato perde rapidamente aroma e sapore.
Mi associo al consiglio dello chef, anzi mi approprio del ruolo dello chef.
Inoltre si consiglia l'utilizzo di un macina pepe in legno, con dimensioni che non siano inferiori ai 30 cm in modo da garantire a questa grande spezia la dignità che merita.
Pinolata di: Pignolo alle ore 09:42 | Permalink | commenti (5)
categoria:pepe
sabato, 30 luglio 2005

Angolo del Pignolo

Arriverà il giorno N della rinascita.

Pinolata di: Pignolo alle ore 09:11 | Permalink | commenti (4)
categoria:pignolo
venerdì, 29 luglio 2005
Incredibile sto Internet, eh?!

L'altro giorno mi sono sorpreso a pensare quanto fosse incredibile internet. Mi sta capitando ultimamente di conversare con persone che risiedono nell'altra metà del globo mentre nello stesso tempo parlo con chi abita dietro casa mia. Tutto questo nello stesso spazio, nella stessa schermata. Veramente si abbattono le distanze. Questa cosa la trovo stupefacente. Quasi rimango stordito di fronte alla capacità tecnica-scientifica della comunità umana.
Una volta io scrivevo una lettera su un pezzo di carta, la imbucavo in una cassetta, aspettavo che il servizio postale prelevasse la busta, la indirizzasse, la spedisse e la consegnasse alla persona giusta. Tutti questi compiti li svolgevano persone fisiche, esseri umani. Ora chi assolve a tutto ciò? Transistor! Miliardi di Transistor! La gente neanche lo sa che è un Transistor!



Foto del primo Transistor (1947)  inventato ai Bell Laboratories. Walter Brattain, William Shockley, John Bardeen premi Nobel per aver scoperto l'effetto Transistor.



Evoluzione nel tempo delle dimensioni dei Transistor.

E il vantaggio di usare sti cosi minuscoli è che sono veloci, molto più di un postino, che tra l'altro invidio perchè secondo me fa un lavoro stupendo.
Tutto ciò non porta a pensare: Quanto ci siamo staccati dalla terra, dalla Terra, dalla natura, dal mondo nel quale siamo? Siamo metauomini, viviamo su bit che non esistono, ma senza
i quali ormai siamo solo carcasse coi piedi per terra.
Pinolata di: Pignolo alle ore 15:57 | Permalink | commenti (4)
categoria:pensieri, transistor
venerdì, 29 luglio 2005
Epos

Che dire di ieri.
Potrei iniziare dicendo di aver trascorso 12 ore consecutive al mare, potrei continuare affermando di aver cenato con degli ottimi tagliolini allo scoglio, potrei proseguire ricordando la compagnia migliore che possa esistere su questa terra: Chic, Rossa, Yucatan e il compagno di gelo scaturito da macchia UltimoDrugo, potrei ancora menzionare l'epica vittoria ad azione punizione rigore con un secco 7 - 0, e infine concluderei elogiando il bagno post-cena che ci ha riportati tutti a casa.

Pinolata di: Pignolo alle ore 11:46 | Permalink | commenti (6)
categoria:vita
mercoledì, 27 luglio 2005

Pensieri oltre il crepuscolo

Tarda sera.
In quest'ora i pensieri s'affollano, l'intera giornata si riversa nella mente ormai stanca delle fatiche quotidiane. Quali fatiche poi! Le mie in confronto a quelle di chi ha veramente motivo di lamentarsi, non è che fanno ridere, no, sono invisibili.
Parole... (quelle appena dette: cazzate)

Questa è l'ora degli sfoghi, l'ora delle offese al mondo, degli oltraggi al sistema, l'ora dei pianti nascosti, l'ora dei ricordi tristi, degli amori dolorosi, delle passioni represse, l'ora della vita che non quadra.
Il cielo scuro, forse, favorisce questi pensieri. La luce del sole illumina la nostra maschera. Non si possono dimostrare di giorno le proprie debolezze.
Ma, questa notte, non voglio diffondere il solito dispiacere o il rancore che ci consuma di nascosto, quando non possiamo nasconderlo.
No.
Stanotte bisogna sorridere, è doveroso un pensiero positivo, una felice dimostrazione di voglia di esserci e di esserci bene. Gurdare lontano, sorridere all'orizzonte, convincersi del giorno migliore, godere della natura, apprezzare il dono presente, non nascondere il dolore, parlare ad un amico, aprirsi alla donna che si ama, mangiare frutta fresca di stagione, prendere il sole più caldo del giorno, vedere la forza di una famiglia, ascoltare le parole di un bambino, morire di fronte ad un sorriso mai tanto atteso, ad una carezza, un abbraccio, un bacio.
La vita è bella.

Amo la vita, e ci tengo a sottolineare che soltanto noi possiamo renderla stupenda.
Vediamo di renderla tale!

Pinolata di: Pignolo alle ore 22:52 | Permalink | commenti (3)
categoria:pensieri, vita
mercoledì, 27 luglio 2005
Transizioni

Come promesso, oggi mi sono riconfrontato con la pesca. Rispetto a ieri risultati leggermente migliori: un paio di pescetti che ho ributtato in mare appena presi, in quanto non commestibili.
Un filo incastrato in uno scoglio ha poi sancito la fine di tutto.
Si rifarà.
Pinolata di: Pignolo alle ore 15:39 | Permalink | commenti (1)
categoria:vita
martedì, 26 luglio 2005
Natura e Uomo

Oggi primo approccio all'arte della pesca. Risultati: nessuno. Era solo una prova, la prossima volta sarà con la giusta attrezzatura e il giusto orario.
Qualcuno sembra non essere d'accordo con questa mia iniziativa. Leggittimo, probabilmente se non ci fossi cresciuto da bambino, la penserei anch'io così. Ma non so, la pesca mi trasmette un qualcosa di poetico e di millenario, l'idea di mangiare quello che viene preso in prima persona mi sembra la più sana che ci sia. Si potrebbe dire lo stesso con la caccia, ma non lo penso, troppa violenza. La pesca è diversa...
Pinolata di: Pignolo alle ore 17:24 | Permalink | commenti
categoria:pensieri, vita
lunedì, 25 luglio 2005
Pesca

Ci si prepara per mettere in atto una delle mie vecchie passioni. Non vado a pesca da quando ero bambino. Ora mi faccio rispolverare da mio padre i ridumenti della pesca, per poter dedicare la mia vita al mare...



Una foto del genere non ispira la pesca ad ognuno di voi?
Pinolata di: Pignolo alle ore 13:53 | Permalink | commenti (6)
categoria:pensieri, vita
domenica, 24 luglio 2005
Accade, accadde...

Terra, secca di arido
Fuoco, brucia nel vuoto
Aria, nulla intorno
Acqua, desiserio incompreso

Ennesimo delirio
Penna grave
Ingegno sprecato
Sconcerto pignolo

Due fasi incomunicabili
Una: sensazioni correnti
L'altra: ricordo dell'universo
Pinolata di: Pignolo alle ore 20:04 | Permalink | commenti
categoria:poesie
sabato, 23 luglio 2005
 

Pignolo

Foto di vitigno dal nome PignoloCenni storici ed origine
Il Pignolo è un vitigno coltivato in Friuli da secoli ed era sicuramente noto e coltivato ancor prima del 1600 nei territori di Prepotto, Albana, Rosazzo e Premariacco. Il Poggi, nel suo Atlante ampelografico del 1936, lo descrive con dovizia di particolari dopo averlo scoperto e degustato all’Abbazia di Rosazzo. Oggi lo troviamo ancora coltivato nella sua vocazionale zona d’origine, con qualche altro vigneto presente nei paesi circostanti.

Colore: rosso rubino chiaro, però vivace e affascinante.

Odore: profumo vinoso, fruttato, riservato, che si apre con un ventaglio di gusti leggeri ma molto piacevoli.

Gusto: il Pignolo è un vino tutto particolare, contenuto e misterioso, quasi temesse di farsi scoprire. Gusto vinoso, debolmente tannico, ricorda il lampone. È un vino tutto da scoprire.

Accostamenti gastronomici: vino da piatti di carne della cucina friulana, soprattutto predilige la ciàr in padiele (spezzatino di manzo) e la brisiola alla cotona (braciola fritta). Va servito alla temperatura di 18-20 gradi.

Ottimo se utilizzato per festeggiare la laurea, anche se UltimoDrugo avrebbe da ridire sull'accostamento di due eventi importanti, specialmente quella in ingegneria elettronica.

Pinolata di: Pignolo alle ore 21:40 | Permalink | commenti (1)
categoria:vino, universitÃ