giovedì, 29 dicembre 2005
Venere Urbana
Vola, tra il buio del giorno d'inverno. Stretta tra le videocomunicazioni ad onde corte e il peso del cielo macchiato di nuvole. E il sole si nasconde, aspettando, saggiamente, stagioni migliori.
Osservo e rimango rapito, certe volte la città nasconde angoli suggestivi. Selvaggia spopola l'urbanizzazione, ma regge una parvenza di umanità. In fondo siamo umani...
Foto di: Pignolo
martedì, 27 dicembre 2005
Panorama 1925 - Ostia in costruzione
Foto dell'Aeronautica Militare scattata il 17 giugno 1925
Oltre alle indicazioni che sono impresse sull'immagine si possono notare altri particolari: Lo stabilimento Roma, a destra, è in piena attività e la rotonda è in costruzione, sarà inaugurata l'anno dopo. La stazione, inaugurata da circa 8 mesi, si affaccia solitaria sulla piazza dove sarà edificato il palazzo del Governatorato, l'attuale Municipio. La chiesa, che nascerà sulla duna alla destra della stazione, è ancora in costruzione a 6 anni dalla prima pietra e sarà consacrata tre anni e mezzo dopo questa immagine
Questa foto e queste informazioni sono state prese dal sito www.grupponline.it , sito del padrone della famosa e storica pizzeria di Ostia. Tutti coloro che non sono di Ostia, credo che potranno comunque apprezzare un'immagine stupenda di un tempo passato ormai alle spalle. Per chi ci vive, ad Ostia, questa è una foto di strade e piazze che frequentiamo ogni giorno e che viste dal di fuori sembrano un'altra cosa. Sono contento di poter usufruire dei ricordi degli altri...
lunedì, 26 dicembre 2005
Ritorno alla Terra
"L'umanità «unita» può sconfiggere le «minacce» che gravano su di essa, dal terrorismo alle «condizioni di povertà umiliante di milioni di persone», alle armi e al degrado ambientale. L'uomo tecnologico rischia l'atrofia spirituale e potrebbe essere vittima degli stessi «successi» della propria intelligenza."
Queste le parole del Papa in occasione del messaggio di Natale. La cosa che più di tutte mi ha colpito è stata l'avvertenza all'uomo tecnologico vittima dei suoi stessi successi. In fondo la tecnologia ci porterà lontano, ma fermarsi, prendere un respiro profondo, osservare quello che ci circonda e notare la bellezza attorno a noi potrebbe essere utile ogni tanto.
Ritorno alla Terra!
giovedì, 22 dicembre 2005
Considerazioni Politico-Economiche
Negli anni '80 l'Italia aveva tanti problemi. Non sono un esperto della materia, ahimè, ma penso di poter dire la mia. Dicevo... L'Italia aveva tanti problemi, aveva un'economia dominata dal colosso che era l'I.R.I., colosso notoriamente statale che, in quanto tale, presentava mille problemi. Tante erano le compagnie a parteipazione statale. Fatto sta, che negli anni '80 l'Italia era la prima nazione al mondo che investiva in ITC (information & communication technologies), più terra terra: in nuove tecnologie! Era la nazione che investiva di più! Al mondo!
Se esaminate le classifiche moderne, di oggi, degli investimenti in nuove tecnologie, l'Italia si presenta sempre in posizioni marginali.
Praticamente la percentuale del PIL che investiva negli anni '80 in ITC è rimasta la stessa negli anni, mentre gli altri competitori nel corso degli anni hanno moltiplicato i propri investimenti. Così oggi troviamo stati come la Korea, la Svezia, la Finlandia, per non parlare degli U.S.A o del Giappone, in posizioni dominanti del mercato e l'Italia a corrodersi nei ricordi del passato recente.
La STMicroelectronics, colosso italo-francese dell'elettronica, è sempre stato storicamente nei primi tre posti al mondo per produzione e fatturato. Neanche a dirlo, ma negli ultimi anni anche questo esempio di ingegno italico sta andando via via sfumando, e l'azienda inizia a presentare crepe sensibili, dovute ai mancati investimenti in ricerca e perde quote di mercato considerevoli (cfr. caso FIAT).
Ora... Il succo del mio discorso è: perchè abbiamo tagliato fuori lo stato dall'economia? Sapete, non sono così convinto che le privatizzazioni di tutto siano la migliore via alla crescita economica. In anni di crisi, di congiuntura negativa, solo lo stato ha i mezzi per continuare ad investire. Ora cosa può fare?
Niente?
No!
Potrebbe fare tanto, potrebbe iniziare a considerare seriamente la ricerca come una fonte di sviluppo, non come una rogna sul groppone. Potrebbe iniziare ad intavolare pianificazioni a lungo e breve termine, potrebbe creare una rete di contatti, un terreno fertile, delle consulenze alle piccole e medie imprese a costi accessibili, potrebbe mettere in gioco le nuove tecnologie e renderle accessibili a chi crea sviluppo.
Io parlo da studente e da persona che si turba interiormente di fronte a certi problemi. Ma non riesco proprio a capire certi atteggiamenti della politica, che in certi casi si comporta come se avesse i paraocchi, come se tenesse più ai suoi interessi che a quelli del benessere comune.
Possiamo e dobbiamo credere che possiamo risollevare il capo!
martedì, 20 dicembre 2005
Numeri da far girare la testa!
Oggi, mentre si studiava con la compagnia del caro amico Yucatan, ho approfittato della sua presenza per porgli alcune domande alle quali credevo che uno scienziato politico avrebbe saputo rispondere.
Dopo aver constatato che l'amico non era in grado di fornire una spiegazione riguaro la differenza esistente tra console e ambasciatore, gli ho chiesto quanti fossero gli stati del mondo.
Anche qui, non ho ricevuto un aiuto immediato. Ci siamo messi a fare delle stime. Dopo due conti a spanne io gli ho detto:
"Allora più o meno: 35 in Europa, 40 nelle americhe, facciamo 45 in Africa... quanto fa? ... 120! Mancano l'Asia e l'Oceania... Quanti so in Asia?"
e lui " Na cifra...", quindi colto, sempre lui, da una folgorazione "Si, si, più o meno in tutto sono 400-500"
E io "Ma come? Stiamo a 120? Come facciamo ad arrivare a 500? Secondo me non arriviamo a 250!"
"Seeeee, ma che dici! Soloo nell'ONU sono 150, come fanno? No, no... Sono di più!"
A questo punto ho pensato bene di rivolgermi alla più grande fonte di informazioni:
"Scusa, vediamo su Internet quanti sono!"
http://it.wikipedia.org/wiki/Paesi_del_Mondo

Insomma, dopo alcune ricerche giungiamo alla conclusione che gli stati nel mondo sono: 194!
"Noooo, troppo pochi!"
"Comunque è così! Sono 194!"
A voi non sembrano pochi?
domenica, 18 dicembre 2005
Non leggete questo post... Sono solo cazzate!
Il senso di tutto ciò, qual'è?
Attendevo che Splinder riprendesse a funzionare, dopo un pomeriggio in manutenzione, per scrivere un post, per vedere com'era la situazione del blog. Ma perchè?
A che serve sto cazzo di Blog? Bo... Fatemici pensare un momento...
Cos'è che è bello? Sapere che il post raccoglie molti commenti o che quello che è stato scritto è parte di noi che viene condivisa? Non lo so... Vabbè scrivo di cose critiche, perchè sostanzialmente oggi è stata una giornata del cavolo post festa di laurea, passata a perdere tempo in continuazione. La cosa mi brucia, giovedì c'è l'esame e io non riesco a studiare più. Crisi? Forse si... Magari ammetterla è il primo passo per risolverla. E csoì attendo ansioso il domani confidando nell'epico rush del Pignolo, che in tanti momenti è stato fonte di grandi soddisfazioni personali. Tre giorni determinanti e poi il Natale.
sabato, 17 dicembre 2005
Il silenzio è d'oro? Dipende...
Ho notato ultimamente una difficoltà di comunicazione intrinseca dei Blog. Sapete, impostare una lunga conversazione con continui batti e ribatti è troppo frammentario. E' un casino. Soprattuto la cosa più diffcile è quella di centrare il punto della discussione. Nel senso. Facciamo un esmpio.
Uno (A) dice che per lui è importante una certa cosa, ma lo dice insieme ad altre cose. Un altro (B) si sofferma solo sulle cose intorno, criticandole, che A ha detto. Arrivati a questo punto A, risentito, ribadisce l'aspetto originario del suo discorso infoltendolo di dettagli e di invettive. B, che ormai ne ha fatto una questione d'orgoglio, ribadisce quello che aveva già detto nel primo intervento sempre non capendo la questione che A voleva centrare. Insomma alla fine tante parole scritte per dire delle cose che a voce, forse, sarebbero state palesi in poche battute.
giovedì, 15 dicembre 2005
Opera di alta ingegneria...
Sembra quasi un quadro d'arte moderna, quasi surrealista. Mi ricorda i dipinti di Mirò.
Comunque è un premplificatore duale per due microfoni. E' la bestia nera del mio ultimo periodo universitario. La causa dei continui avanti e indietro tra Ostia e Cisterna di Latina. Finalmente è stato realizzato, ma ancora non funziona.
Spero che un giorno accada il miracolo, magari prima della venuta in terra del bambinello!
mercoledì, 14 dicembre 2005
Vita magra
Oggi giornata distruttiva: non la consiglierei mai a nessuno.
Sveglia presto(7.30). Fuori un freddo cane. Trenino(8.30) fino a Piramide da Ostia lido nord, metro fino a Termini, treno FS verso Latina: totale di 1.30 ore di treno (escludendo le attese per coincidenze varie), e questo solo per cominciare.
Arrivato alla sede distaccata dell'Università "La Sapienza" a Cisterna mi aspetta una bella sorpresa: Non c'è nessuno per farmi entrare. Maledizione!
Telefono a destra e a manca. Finalmente dopo un' ora di attesa riesco a contattare il prof. Fa venire un tale ad aprirmi il laboratorio e posso, insieme al mio compare Sergio, inziare il lavoro:11.45.
Laboratorio: Buco al piano terra, finestrone buio inarrivabile, aria pesante, banco da lavoro pieno di merda e fumi nocivi alla salute.
Vabbè, sembra possibile cercare di terminare il maledetto circuito per l'esame.
La situazione procede sempre uguale fino a pomeriggio inoltrato(17.30): chinato sul banco da lavoro a respirare i fumi dello stagno fuso mentre incolliamo i componenti.
Bisogna provare il circuito: Naturalmente non funziona! Ma questo era preventivato, non è mai capitato che un circuito funzionasse al volo. Il prof cerca di aiutarci, ma è un casinaro assurdo.
Morale: alla fine alle ore 21.00 prendo il treno(in ritardo di 20 minuti) da Cisterna per tornare a Roma e il circuito non funziona ancora!
E' buio, la giornata è finita, sto ad ostia alle 22.30, finisco di cenare alle 23.15.
Una tristezza! Il treno vuoto di sera, alle 22, solo. Mi sono sentito un cane bastonato. All'uscita un travestito praticamente nudo/a: che è successo? Mai visti prima alla fermata del treno!
Mai più, questa è l'anti-vita!
sabato, 10 dicembre 2005
Traffico e pioggia di emozioni
E ieri è andata...
Giornata intensa, interamente passata tra pioggia, traffico, amici, vino, carbonara, sezione, chitarra.
L'inizio è stato drammatico: macchina sommersa da una pozza che sembrava un lago. Inevitabile l'intero bagno, quindi a casa a cambiarmi.
Viaggio, traffico. Roma e Ostia quando piove si allagano. Cazzo, ma ai tombini per l'acqua non c'ha pensato nessuno?
Accompagno la chic al C.L.A e poi prendo Enea che devo fare aqcuisti per un esame di elettronica. Traffico, sempre traffico. Enea mi fa compagnia, mi dà i suoi appunti di economia. Finito lo riaccompagno a casa, l'ingegnere... . Mi incontro con Drugo e Daniele che ci attende l'evento della giornata: Pranzo dall'homo!
Pioggia, fame, sete... ci sediamo.
Eccola, la carbonara, bella, calda, piena. Loppa cerca di sollevare un caso sulla lunghezza della pasta, sostenendo la bontà di quella corta. Ma il Drugo non cede, arrivano gli spaghetti.
Vino, vino, alcool puro, amaro, caffè.
Ipostesi di studio post-pranzo bandita.
Verso casa: traffico! Maledetto traffico! Subentra Yucatan oggi assente dall'Università. Incontro in sezione: Dibattito su Consultori, pillole e simili. Molto interessante. Si continua verso la cena. La cena antiproibizionistica muta in cena sociale: onesti 5€ per: penne arrabiata, salsiccia e patatine, vino. Tutto ottimo, anche le penne der Siso veramente incazzate! Una bomba!
Musica, vino, chitarre, voci cantanti e festanti, vecchi amici che ritornano.
Lentamente la notte avanza, si svuota la festa, rimangono inossidabili Yucatan, Dan e me. Per concludere, un'onesta tedesca a pallone e poi via nel buio verso casa con lo stomaco gonfio e il viso ancora segnato dalle rista appena passate.
Bella giornata davvero!