Presidente della camera
Bertinotti è stato eletto Presidente della Camera.
Secondo il mio parere questo è un grande risultato per l'Italia.
Ritengo che Bertinotti abbia, poi, teunuto un discorso di insediamento di grande profilo. E' evidente che ora ricopre un ruolo che si usa definire come "istituzionale", ma è altrettanto evidenti lo spessore di quest'uomo. Dal mio punto di vista mi sarebbe sembrato molto facile fare un discorso blando, senza troppo esporsi che richiamasse l'unità del Parlamento, con tono tanto conciliante quanto scontato. E invece Bertinotti ha dimostrato un'altra volta la sua coerenza.
"[...] avrò per tutti lo stesso rispetto. Sono un uomo di parte che perciò non teme il conflitto. Ma respingo la logica dell’amico-nemico, che nega il discorso dell’altro."
Questo uno dei passi del suo discorso. Di un'onestà disarmante.
Altri punti salienti del suo discorso sono stati: la laicità dello Stato (che io definirei sacra, scusate il gioco di parole), la precarietà odierna del lavoro, la resistenza come radice culturale dell'Italia.
Cita Pietro Calamandrei: "Vorrei che seguissimo il suo suggerimento e facessimo un pellegrinaggio nel luogo dove è nata la nostra Costituzione, ovvero sulle montagne dove caddero i partigiani, nelle carceri dove furono imprigionati e impiccati, ovunque sia morto un italiano per riscattare la libertà». Come a Marzabotto, luogo di una terribile strage nazista, dove «mi piacerebbe che si svolgesse idealmente questa nostra assemblea: anche lì è nata la nostra Costituzione con la sua irriducibile scelta di pace»."
Mi sembra saggio, da parte sua, in un momento storico in cui il revisionismo attuale cerca di mettere in secondo piano grandi momenti del nostro passato, che Bertinotti richiami i valori fondanti della costituzione.
Ora mi chiedo, però, un'altra cosa.
Questo è un discorso di parte?
A sentire le reazioni di alcuni esponenti del centrodestra, si!
Questo il commento di Gianfranco Fini: Bertinotti «mi ha deluso. È stato un discorso di parte, non in sintonia con il dovere che credo il presidente della Camera debba sempre avere, cioè tentare pur nelle differenze di rappresentare la totalità o comunque una larga maggioranza del popolo italiano.Con l'elezione di Bertinotti - spiega il vicepremier - l'Italia torna indietro di parecchi anni». «È stato il discorso - ha aggiunto Fini - di un uomo che non a caso è il segretario di un partito che si definisce Comunista».
Dov'è la partigianeria del discorso di Bertinotti? Richiamare la laicità dello stato è di parte? Richiamare i valori della resistenza è di parte? Spero di no! Spero che la resistenza ormai sia riconosciuta come uno dei momenti più alti della storia italiana, grazie la quale l'Italia ha conquistato quella dignità che le mancava.
Concludo questo post facendo i miei più sinceri complimenti a Fausto Bertinotti per l'elezione a Presidente della Camera dei Deputati della Repubblica Italiana.
Bertinotti è stato eletto Presidente della Camera.
Secondo il mio parere questo è un grande risultato per l'Italia.
Ritengo che Bertinotti abbia, poi, teunuto un discorso di insediamento di grande profilo. E' evidente che ora ricopre un ruolo che si usa definire come "istituzionale", ma è altrettanto evidenti lo spessore di quest'uomo. Dal mio punto di vista mi sarebbe sembrato molto facile fare un discorso blando, senza troppo esporsi che richiamasse l'unità del Parlamento, con tono tanto conciliante quanto scontato. E invece Bertinotti ha dimostrato un'altra volta la sua coerenza.
"[...] avrò per tutti lo stesso rispetto. Sono un uomo di parte che perciò non teme il conflitto. Ma respingo la logica dell’amico-nemico, che nega il discorso dell’altro."
Questo uno dei passi del suo discorso. Di un'onestà disarmante.
Altri punti salienti del suo discorso sono stati: la laicità dello Stato (che io definirei sacra, scusate il gioco di parole), la precarietà odierna del lavoro, la resistenza come radice culturale dell'Italia.
Cita Pietro Calamandrei: "Vorrei che seguissimo il suo suggerimento e facessimo un pellegrinaggio nel luogo dove è nata la nostra Costituzione, ovvero sulle montagne dove caddero i partigiani, nelle carceri dove furono imprigionati e impiccati, ovunque sia morto un italiano per riscattare la libertà». Come a Marzabotto, luogo di una terribile strage nazista, dove «mi piacerebbe che si svolgesse idealmente questa nostra assemblea: anche lì è nata la nostra Costituzione con la sua irriducibile scelta di pace»."
Mi sembra saggio, da parte sua, in un momento storico in cui il revisionismo attuale cerca di mettere in secondo piano grandi momenti del nostro passato, che Bertinotti richiami i valori fondanti della costituzione.
Ora mi chiedo, però, un'altra cosa.
Questo è un discorso di parte?
A sentire le reazioni di alcuni esponenti del centrodestra, si!
Questo il commento di Gianfranco Fini: Bertinotti «mi ha deluso. È stato un discorso di parte, non in sintonia con il dovere che credo il presidente della Camera debba sempre avere, cioè tentare pur nelle differenze di rappresentare la totalità o comunque una larga maggioranza del popolo italiano.Con l'elezione di Bertinotti - spiega il vicepremier - l'Italia torna indietro di parecchi anni». «È stato il discorso - ha aggiunto Fini - di un uomo che non a caso è il segretario di un partito che si definisce Comunista».
Dov'è la partigianeria del discorso di Bertinotti? Richiamare la laicità dello stato è di parte? Richiamare i valori della resistenza è di parte? Spero di no! Spero che la resistenza ormai sia riconosciuta come uno dei momenti più alti della storia italiana, grazie la quale l'Italia ha conquistato quella dignità che le mancava.
Concludo questo post facendo i miei più sinceri complimenti a Fausto Bertinotti per l'elezione a Presidente della Camera dei Deputati della Repubblica Italiana.








Su questa pista, il Pignolo, col suo maestro, ha effettuato il grosso del lavoro. E si è passati da discese senza freno e senza curve, con ripetute cadute rovinose, a discese meditate con curve via via più dolci e persino con frenate intense.
Prima, però, di assumere uno stile decente, il Pignolo ha rischiato tutto sulla fatidica "Pista dell'Orso". Me la sono cavata, nel senso che sono ancora vivo, sano e salvo. Poi, quando ormai possedevo le curve, l'ho riaffrontata con coraggio, smussando dossi e aggredendo impavido ripide discese.