martedì, 24 ottobre 2006
Sarà questa la politica di sinistra?

Sarà questa la politica di sinistra che ci aspettavamo noi elettori di sinistra? Io non lo so.
Certo che sentir parlare Prodi di riforme delle pensioni o di tagli alla scuola e alla ricerca non mi fa pensare a quello che ci aspettavamo. Poi c'è il capitolo della guerra in Libano. Ma non ervamo noi i pacifisti? Se l'avesse fatte Berlusconi queste cose, come avremmo reagito? Siamo sicuri che non saremmo scesi in piazza? Io credo proprio di si. Avevo apprezzato il decreto Bersani, anche se non lo conosco a fondo, per lo spirito di abolizione di privilegi feudali di certe classi. Poi però? Dove è la politca di sinistra? Sono dispiaciuto, non ancora deluso, ma dispiaciuto. Ci sono ancora 5 anni, il tempo c'è. Spero che siano in grado di fare quelle cose che noi ci aspettiamo. E' una questione di linea conduttiva, di spirito di fondo, di anima della politica.
C'è tempo, vi prego di non spingermi a non votare più!
Pinolata di: Pignolo alle ore 20:14 | Permalink | commenti (9)
categoria:politica
domenica, 22 ottobre 2006
Sarà poi così un male?

Pinolata di: Pignolo alle ore 14:25 | Permalink | commenti (4)
categoria:politica, dubbi
domenica, 15 ottobre 2006
Riflessioni intorno al pensiero: quanto ci manchi!

Un giorno recentemente trascorso con il caro Yucatan, sul balcone di casa, mentre un venticello pungente penetrava sotto le maniche della maglietta, si discuteva, come spesso accade, dei massimi sistemi politico-economico planetari. Una frase del suddetto amico, nel bel mezzo della discussione, mi ha particolarmente colpito: "Non esistono più i grandi pensatori". Voi direte: "Non sopravvulatare il tuo amico, bella cazzo di scoperta."
Le cose semplici sono sempre le più efficaci!
E invece non si può tralasciare la base di partenza sulla quale si fonda il tutto: il pensiero. Oggi la politica si regge su regole, su calcoli, su aliquote, su scaglioni. Chi si chiede di cosa ha bisogno l'uomo? Chi si chiede cosa sia il sommo bene? Siamo soddisfatti del mondo nel quale viviamo? Nessuno pensa che potrebbe esistere una forma di mondo diversa? La struttura sociale odierna è l'unica percorribile? Tutte queste domande sembrano non trovare risposta. Per secoli i grandi pensatori hanno cercato di trovare le risposte di queste domande, creando teorie, costruendo teoremi, scrivendo saggi, trattati e manifesti. Oggi invece il solo porsi queste domande sembra una cosa antica e antiquata. E io mi domando perchè!(scusate ma non riesco proprio a fare a meno di continuare a domandarmi i perchè). Sapete, si fosse scoperta la felicità. Ma non mi pare proprio.
Il ruolo del pensatore è del tutto scomparso, occultato nelle biblioteche e al riparo dalla vita quotidiana. Per contare è necessario apparire, e apparire pure bene! Purtroppo il mezzo per raggiungere la gente è uno e uno soltanto: la televisione. Solo riuscendo a sfruttare tale mezzo si può pensare di riuscire a fare qualcosa. Una volta Marx teorizzava la rivoluzione del proletariato per l'accaparramento del potere, io oggi dico che non serve conquistare il potere con la forza, serve prendere la televisione! A parte le esagerazioni da post tipo sfogo-politico-infantile, il succo è che oggi la dittatura c'è. Ed è quella del mezzo televisivo. Noi non ci rendiamo conto che quello che il tubo catodico ci dice è legge! Pensate cosa succederebbe se il pensatore esponesse le sue teorie in televisione! Tutti la spengerebbero, e sarebbe comunque meglio!
Io, al volgere della fine di questo intervento, vi pongo una domanda semplice, alla quale mi aspetto una risposta meditata: Quale valore, regola, dettame, deve guidare il mondo?
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categoria:pensieri, politica, riflessioni
sabato, 07 ottobre 2006
Titolo: Questo buio feroce

Ieri, piccola capatina al Teatro Argentina di Roma per vedere lo spettacolo di un certo Pippo Del Bono, che mi hanno detto essere stato premiato l'anno scorso come migliore regista italiano.
Lo spettacolo? Estremo! Si narra la vicenda di un tale che racconta il suo viaggio verso la morte a causa dell'AIDS. Vi assicuro che detto in questi termini sembra anche più movimentata di quello che in effetti è stato. A partitre dai dialoghi inesistenti, per continuare su ritmi lentissimi, andando verso sfilate interminabili di facce strane. Ora la sto mettendo in termini esagerati, ma lo spettacolo era veramente estremo. Sapete quando uno si immagina l'arte moderna come accozzaglia di cose che sebrano non avere niente a che fare tra loro? Bè, ieri mi è sembrato di vedere la caricatura dell'arte moderna. Una scena era composta da: sfondo bianco, totalmente bianco, una sedia antica da una parte, due sacche di sangue calate dal soffitto ai lati della scena, un tale in mutande e scarpe coi zatteroni, con due ali nere da angelo che fuma una sigaretta, una mignotta sdraiata per terra da una parte con una coca cola, più altri strani figuri che ora non ricordo più, tutti zitti mentre sotto corre la musica. Mentre guardavo questo mi chiedevo: Sono io che non vado bene per questi spettacoli, o sono loro che si sono allontanati da me? Devo ammettere di aver capito poco dell'opera di ieri, il fatto è che non ho capito se ero io a non essere all'altezza della situazione o se il teatro moderno, come l'arte pittorica e musicale, si fosse staccato indelebilmente dallo spettatore. Perchè alla fine, in qualunque forma artitstica, si giunge a ciò? E' l'unica via? Non so, questa cosa mi lascia interdetto.
Pinolata di: Pignolo alle ore 14:45 | Permalink | commenti (5)
categoria:pensieri, arte, teatro
giovedì, 05 ottobre 2006
Contro i soprusi

Mi voglio prodigare per la denuncia di un importantissimo fatto di attualità.
In troppi hanno fatto finta di nulla, in troppi subiscono le iniefficenze dello stato, in troppi chiudono un occhio pur di mantenere il quieto vivere. Io dico NO! Io non ci sto! E per questo sfrutto il mio potente Blog per dare risonanza alla mia denuncia! Per porre alla vostra attenzione l'ennesimo sopruso italiano. E per questo dico:
"Odio la bibliotecara della Biblioteca di Fisica Tecnica dell'Università La Sapienza!" E' un posto di lavoro rubato, un posto fatto per mantenere una persona incapace, un posto che potrebbe essere assegnato a qualcuno che capisca il necessario. Per questo dico: VIAAAAAA!!! VATTENE A CASA TUAAAAA!!! NON TE FA PIU' VEDE'!!
E voi smettetela di chiudere gli occhi, iniziate ad insultarla, perchè è questo quello che si merita! Non chiedo molto, chiedo che venga in orario e che faccia qualcosa oltre che stare al telefono con gli amici e i parenti! Non vuoi fare niente? Almeno dà ordini decenti!
Non mi sento nemmeno di dire il famoso proverbio: "Braccia Rubate all'agricolura", perchè nemmeno per quello sarebbe buona...
Pinolata di: Pignolo alle ore 19:43 | Permalink | commenti (4)
categoria:allarmi