sabato, 24 novembre 2007
...
Come è difficile.
La vita. Le emozioni. I suoni. La tristezza. La notte.
Un treno che corre, la luce dai finestrini mostra uno scheletro inanimato, vuoto. Un fantasma.
Una chiave nella serratura, il bagno, i fogli pieni di parole, il rumore dei tasti.
Vedere un film, sentire vibrare le corde di una chitarra, le dita scorrere sul metallo, la leggerezza della pressione, rifarsi il letto.
Avvertire un nodo, un peso. Un veleno perenne.
Sapere...
Come è difficile...
mercoledì, 21 novembre 2007
Un pò di informazione
Riporto questo articolo preso da il sito di Repubblica. Parla di Rai di Mediaset, di Berlusconi, di potere, di magheggi e di quanto a pensar male ci si azzecca.
"Media-Rai". Le due superpotenze nazionali della tv, che dovrebbero competere aspramente per la conquista dell'audience, fare a gara nella pubblicazione di servizi esclusivi, in realtà si scambiano informazioni sui palinsesti. Concordano le strategie informative nel caso dei grandi eventi della cronaca. Orchestrano i resoconti della politica. Su tutto, la grande mano di Silvio Berlusconi e dei suoi collaboratori, che quotidianamente tessono la tela, fanno decine, centinaia di telefonate, si scambiano notizie, organizzano fino ai più piccoli dettagli. È il quadro che emerge dalle intercettazioni telefoniche - realizzate tra la fine del 2004 e la primavera del 2005 - allegate all'inchiesta sul fallimento della "Hdc", la holding dell'ex sondaggista del Cavaliere, Luigi Crespi. E in particolare dai resoconti, redatti dalla Guardia di Finanza, delle conversazioni telefoniche di Debora Bergamini, ex assistente personale di Berlusconi e, all'epoca, dirigente della Rai, e di Niccolò Querci, pure lui ex assistente di Berlusconi e, all'epoca, numero tre delle televisioni Mediaset.
La "ragnatela" avvolge e intreccia le vicende della tv di Stato con quelle di Mediaset. I direttori di Tg1 e Tg5 (all'epoca Clemente J. Mimun e Carlo Rossella) fanno, testuale, "gioco di squadra". Il notista politico del Tg1 informa la Bergamini e la rassicura sul fatto che le notizie più spinose saranno relegate in coda al servizio di giornata. Fabrizio Del Noce cuce e ricuce, assicurando che Bruno Vespa, nella sua trasmissione, accennerà "al Dottore in ogni occasione opportuna". Querci, insieme al gran capo dell'informazione Mediaset, Mauro Crippa, cuce sul versante opposto. E arriva fino ad occuparsi delle vicende del festival di Sanremo (quell'anno affidato a Paolo Bonolis), cioè della trasmissione di massimo ascolto dell'azienda che dovrebbe essere concorrente. E poi ancora, le fibrillazioni in due fasi delicate: la morte del Papa e le elezioni amministrative dell'aprile 2005.
L'allora presidente Ciampi è pronto per una dichiarazione a reti unificate per onorare Giovanni Paolo II? La Bergamini allerta prima l'assistente personale del Cavaliere e poi Del Noce per preparare una performance parallela dell'inquilino di Palazzo Chigi. E ad essere allertato è anche il "rivale" Crippa. Le elezioni sono andate male? Bisogna "ammorbidire" i resoconti sui risultati elettorali. La Bergamini contatta Querci e con lui concorda la programmazione televisiva. La ragnatela avvolge tutto, pensa a tutto, provvede a tutto.
Inutile dire che i diretti interessati si sono rigirati la questione definendola come semplice routine. Che è normale fare dei colloqui tra direttori quando ci sono grandi eventi.
Per aprire gli occhi cosa ci serve?
martedì, 13 novembre 2007
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giovedì, 08 novembre 2007
Jenga
Una valida alternativa al biliardino:


Jenga: Un gioco semplice che si propone di sistemare una torre con blocchi di legno, per poi sfilarli e reinserirli rendendola sempre più instabile fino a farla cadere.
Colui che la fa cadere vince il premio scimmia, ossia le prese in giro e gli insulti dei compagni, che possono attegiarsi a veri vincitori.
P.S. Sono gradite noccioline e banane