Sulla repentinità del cambio del tempo
Il sole, la brezza leggera, i colori del tramonto... la calma. Il mare che rispecchia la serenità dell'aria.
Poi all'improvviso cresce la forza del vento. Le nuvole formano uno strato grigio impenetrabile. L'asfalto di città sopra gli occhi.
Sparisce la calma e sopraggiunge la furia della tempesta.
Il mare che cresce sempre più, bianca schiuma dietro l'infrangersi dell'onda. Suoni assordanti che si mischiano al rombo secco del tuono. Dal paradiso si passa al terrore dell'inferno.
La barca, che prima era simbolo di pace e calma, si tramuta in zattera priva di alcun riparo. Di fronte alla vista solo il vuoto del mare. Solo la rabbia di un mare che non esita a voltarti la faccia, dimenticando chi gli è amico. La luce del tramonto diviene il fuggevole lampo del fulmine. Buio.
Notte. Notte a tratti.
La notte solo in mezzo al mare in tempesta. Il sopraggiungere della fine inevitabile di fronte all'ingenua piccolezza dell'uomo. La brama di conquistare, di dominare, di possedere l'inafferrabile scade in vana illusione. Come una tigre che si ricorda di provenire dalla giungla, così il mare si sveglia a memoria della sua millenaria storia.
E tu sai di essere uno. Uno soltanto. Non dio. Un uomo. Un uomo solo in mezzo al mare in tempesta.
P.S. Sta piovendo. Fuori piove. All'improvviso. Vento tuoni e fulmini.
Il sole, la brezza leggera, i colori del tramonto... la calma. Il mare che rispecchia la serenità dell'aria.
Poi all'improvviso cresce la forza del vento. Le nuvole formano uno strato grigio impenetrabile. L'asfalto di città sopra gli occhi.
Sparisce la calma e sopraggiunge la furia della tempesta.
Il mare che cresce sempre più, bianca schiuma dietro l'infrangersi dell'onda. Suoni assordanti che si mischiano al rombo secco del tuono. Dal paradiso si passa al terrore dell'inferno.
La barca, che prima era simbolo di pace e calma, si tramuta in zattera priva di alcun riparo. Di fronte alla vista solo il vuoto del mare. Solo la rabbia di un mare che non esita a voltarti la faccia, dimenticando chi gli è amico. La luce del tramonto diviene il fuggevole lampo del fulmine. Buio.
Notte. Notte a tratti.
La notte solo in mezzo al mare in tempesta. Il sopraggiungere della fine inevitabile di fronte all'ingenua piccolezza dell'uomo. La brama di conquistare, di dominare, di possedere l'inafferrabile scade in vana illusione. Come una tigre che si ricorda di provenire dalla giungla, così il mare si sveglia a memoria della sua millenaria storia.
E tu sai di essere uno. Uno soltanto. Non dio. Un uomo. Un uomo solo in mezzo al mare in tempesta.
P.S. Sta piovendo. Fuori piove. All'improvviso. Vento tuoni e fulmini.


