La mia mensola
Sopra il letto, sotto l'armadio.
Un cuore di plastica dentro un bicchiere di peroni, un bicchierino di grappa che non ricordo chi me l'abbia regalato. Dietro c'è L'idiota, oh, a me non è proprio piaciuto. Avanti a "Alla ricerca del tempo perduto" c'è il barattolo coi risparmi sopra l'ultima lettera di Natale.
Guardo la lampada che si aggrappa al legno, che sopra il mio capo, di notte mi fa luce, mentre la mattina s'accende per farmi rendere conto che la sveglia ha suonato. Accanto c'è la Sveglia, non a caso scritta con la maiuscola. Se pensate alla sveglia, quella proprio classica, quale vi viene in mente? La mia! Quella di metallo con le orecchie da topolino, con il cosetto di ferro che oscilla tra le due campanelle, tonda, che fa un suono che invece di svegliarti ti fa prendere un infarto. Peccato che ora è rotta. Anzi... per fortuna che è rotta!!!
Dietro ci sono tanti libri, letti quasi tutti. Non li cito...
La coccinella di peluche. Stava sempre al lato del portatile mentre scrivevo la tesi, ce la mettevo di proposito. E poi ha una faccia troppo simpatica.
La candela presa a san pietroburgo. E' rotta, si è rotta nella valigia e me ne sono accorto quando ormai stavo a casa. Dovrebbe raffigurare un qualche monumento, ma non mi ricordo quale. Tipo una torre, solo ne è rimasta metà. Accanto c'è la bottiglia di Heineken presa al museo dell'Heineken a Amsterdam insieme al Drugo e Ar Gabrio. In realtà non è una birra, ma un cavatappi. Lo tengo nella scatola, che è a forma di bottiglia, ma è un cavatappi.
Una bottiglietta d'ouzo. Portata direttamente dalla Grecia da robertina, la donna di Yucatan. E' ancora stranamente piena, al contrario delle bocce che abbiamo lasciato a Creta.
Il regalo di Natale del Drugo: delle fiches. Una sopra l'altra a formare una colonnina bianca e una marrone. Prese dal cinese. Non c'è nemmeno scritto quanto dovrebbero valere... sti cinesi.
Accanto al sostegno c'è la figurella della madonna che di notte si illumina. Prima rimproveravo mia madre: la toglievo e lei me ce la rimetteva, la toglievo e ristava sempre là. Alla fine mi sono arreso. Dopo tutto, oh, non si sa mai!
Avanti a "Io non ho paura" c'è il metronomo e l'accordatore per la chitarra. Tutti impolverati: è troppo che non tocco la chitarra.
Poi c'è un cuore di cioccolatini, che sta lì da una vita, la cartina di Parigi...
Vicino c'è la bottiglia di Courvasier di Robbel. E' da natale che sta qua, se l'è dimenticata. Io naturalmente ne ho approfittato. Anche se c'era poco da approfittare. Era praticamente vuota. Il regalo di Natale del Drugo a Robbel: un foglio di Courvasier.
Alla fine c'è lei in una vecchia foto, incastrata nel pupazzo amico del suo pupazzo preferito che sta seduto su dei fogli che non vedo da qui.
Tutto intorno: mura, finestre e armadi.
Sopra il letto, sotto l'armadio.
Un cuore di plastica dentro un bicchiere di peroni, un bicchierino di grappa che non ricordo chi me l'abbia regalato. Dietro c'è L'idiota, oh, a me non è proprio piaciuto. Avanti a "Alla ricerca del tempo perduto" c'è il barattolo coi risparmi sopra l'ultima lettera di Natale.
Guardo la lampada che si aggrappa al legno, che sopra il mio capo, di notte mi fa luce, mentre la mattina s'accende per farmi rendere conto che la sveglia ha suonato. Accanto c'è la Sveglia, non a caso scritta con la maiuscola. Se pensate alla sveglia, quella proprio classica, quale vi viene in mente? La mia! Quella di metallo con le orecchie da topolino, con il cosetto di ferro che oscilla tra le due campanelle, tonda, che fa un suono che invece di svegliarti ti fa prendere un infarto. Peccato che ora è rotta. Anzi... per fortuna che è rotta!!!
Dietro ci sono tanti libri, letti quasi tutti. Non li cito...
La coccinella di peluche. Stava sempre al lato del portatile mentre scrivevo la tesi, ce la mettevo di proposito. E poi ha una faccia troppo simpatica.
La candela presa a san pietroburgo. E' rotta, si è rotta nella valigia e me ne sono accorto quando ormai stavo a casa. Dovrebbe raffigurare un qualche monumento, ma non mi ricordo quale. Tipo una torre, solo ne è rimasta metà. Accanto c'è la bottiglia di Heineken presa al museo dell'Heineken a Amsterdam insieme al Drugo e Ar Gabrio. In realtà non è una birra, ma un cavatappi. Lo tengo nella scatola, che è a forma di bottiglia, ma è un cavatappi.
Una bottiglietta d'ouzo. Portata direttamente dalla Grecia da robertina, la donna di Yucatan. E' ancora stranamente piena, al contrario delle bocce che abbiamo lasciato a Creta.
Il regalo di Natale del Drugo: delle fiches. Una sopra l'altra a formare una colonnina bianca e una marrone. Prese dal cinese. Non c'è nemmeno scritto quanto dovrebbero valere... sti cinesi.
Accanto al sostegno c'è la figurella della madonna che di notte si illumina. Prima rimproveravo mia madre: la toglievo e lei me ce la rimetteva, la toglievo e ristava sempre là. Alla fine mi sono arreso. Dopo tutto, oh, non si sa mai!
Avanti a "Io non ho paura" c'è il metronomo e l'accordatore per la chitarra. Tutti impolverati: è troppo che non tocco la chitarra.
Poi c'è un cuore di cioccolatini, che sta lì da una vita, la cartina di Parigi...
Vicino c'è la bottiglia di Courvasier di Robbel. E' da natale che sta qua, se l'è dimenticata. Io naturalmente ne ho approfittato. Anche se c'era poco da approfittare. Era praticamente vuota. Il regalo di Natale del Drugo a Robbel: un foglio di Courvasier.
Alla fine c'è lei in una vecchia foto, incastrata nel pupazzo amico del suo pupazzo preferito che sta seduto su dei fogli che non vedo da qui.
Tutto intorno: mura, finestre e armadi.


